La Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia organizza dal 7 al 10 luglio 4 campus rivolto ai giovani delle misericordie.
I 4 campus saranno svolti in 4 regioni d’Italia, e per la Toscana è stata scelta Monticiano, in provincia di Siena, come location ideale per lo svolgimento.
Il titolo MOVE UP significa “Andare Avanti”, sottintende “crescere”, e l’edizione 2022 del Campus ha anche un sottotitolo: “Perché portino più frutto”. Questo indica che i giovani portano già frutto, ma hanno bisogno di occasioni per crescere, e il campus è un’occasione, alternando momento di formazione, spiritualità, gioco e semplice convivialità.
Il campus sarà aperto anche a amici di volontari, informatevi quindi presso le vostre Misericordie e iscrivetevi con l’app MyMise.
ATTENZIONE! L’evento è stato RINVIATO!
La scelta è maturata da parte della Confederazione a seguito del significativo aumento dei contagi da covid-19 che sta coinvolgendo tutto il territorio regionale.
SI-SIENA SOCIALE, la coprogettazione che tanto vale, è tra Comune di Siena e Enti del Terzo Settore per proposte a favore di anziani, minori, famiglie e disabili. A seguire le realtà partecipanti. Tavolo Anziani (Associazione di Pubblica Assistenza di Siena, La lunga gioventù APS, Centro socio-culturale terza età Antonio Conti APS); Tavolo Famiglia-Minori (Siena Soccorso ODV, Arciconfraternita di Misericordia di Siena OdV, M’ama APS, La lunga gioventù APS); Tavolo Disabilità (Autismo Siena Piccolo Principe ODV, Le Bollicine APS, Sesto Senso ODV, Associazione Senese Down (ASEDO) ODV, Il Laboratorio ODV).
Il progetto Siena SI – SOCIALE – ambito “minori e famiglie”, di cui Siena Soccorso è capofila, sta sviluppando le azioni previste nella coprogettazione per attuare azioni a supporto di minori e famiglie in situazione di fragilità.
Le finalità
Il progetto, in linea con il bando SIENA SI-SOCIALE del Comune di Siena, si pone alcune finalità tutte correlate:
prevenzione e contrasto della vulnerabilità sociale – contrastare le condizioni di vulnerabilità economica, sociale e culturale delle famiglie, particolarmente aggravate dalla situazione di isolamento dovuto all’emergenza Covid-19 attraverso la rete sociale offerta dal mondo del Terzo Settore;
sostenibilità della rete e delle pratiche messe in campo dal tavolodi co progettazione – sostegno, sensibilizzazione e diffusione di buone pratiche, nella prospettiva del consolidamento della co-progettazione in ambito sociale.
Attraverso queste finalità e l’analisi del contesto si è individuato l’obiettivo generale del progetto:
“sostenere le famiglie in condizioni di vulnerabilità aggravate dalla pandemia,
coinvolgendo l’intero nucleo familiare e la comunità educante, affinché tutti i
componenti del nucleo abbiano le risorse interne e/o disponibili nella rete
territoriale per fare fronte autonomamente alle difficoltà”
I membri del Tavolo
I membri del tavolo sono stati scelti previa manifestazione di interesse tra enti del terzo settore operanti a Siena nelle attività sociali.
Il capofila è l’Associazione Siena Soccorso, che riunisce 43 Misericordie della provincia di Siena e che da anni progetta azioni e attività in ambito sociale.
I Partner sono:
Arciconfraternita di Misericordia di Siena ODV
Centro M’ama
Associazione Culturale Antonio Conti
Associazione e centro culturale La Lunga Gioventù
Associazione di Promozione Sociale Comitato Terza Età Anni d’Argento
Associazione Siena Soccorso odv
A questi si aggiungeranno altri stakeholder come la Società della Salute Senese, l’ASP, le Contrade, le parrocchie e lo stesso Comune di Siena che sarà direttamente coinvolto in alcune azioni trasversali a tutti i tavoli di progetto.
Gli obiettivi e sotto-obiettivi
Il target che il progetto si prefigge, famiglia e minori, è stato così perimetrato:
famiglia con almeno un anziano non autosufficiente o a rischio non autosufficienza;
famiglia con almeno un preadolescente o adolescente a rischio o in situazione di vulnerabilità o devianza;
famiglia con figli in arrivo o appena nati;
famiglie mono-genitoriali, con scarse competenze di genitorialità, con più figli o comunque con gravi problemi di conciliazione vita/cura/lavoro;
famiglia con situazione di violenza di genere;
famiglia con fragilità che si assommano a quelle descritte sopra.
Insieme a quanto sopra insiste lo scopo di rinforzare la rete di solidarietà sociale attraverso la formazione mirata di antenne diffuse, ovvero individui o gruppi che possono intercettare il disagio e segnalarlo alla rete dei servizi professionali così da scongiurare l’abbandono e la marginalità che spesso rimane sconosciuta.
Le strategie d’azione
Il lavoro del progetto si avrà su tre livelli operativi:
prevenzione
interventi mirati sulle fragilità
“prese in carico” di nuclei con situazioni multiproblematiche (data la sperimentalità del progetto la presa in carico, che ha significato diverso da quello adottato dai servizi sociali professionali, sarà limitata ad un numero limitato di situazioni).
Le azioni
Consolidamento e coordinamento attività progettuali
Questa prima fase è dedicata alla costruzione della struttura gestionale e amministrativa del progetto e delle azioni successive. In particolare:
attivazione di una cabina di regia;
creazione di un tavolo di equipe multi – professionale;
coordinamento azioni II – IV;
mappatura della rete territoriale;
rendicontazione;
monitoraggio e valutazione d’impatto;
Attivazione di punti d’accesso multicanale per prevenzione, formazione e intercettazione delle fragilità
Le attività di questa azione sono orientate a creare percorsi informativi e formativi per giovani, famiglie e comunità educante tesi a prevenire situazioni di disagio e a segnalare fragilità sociali. In particolare:
comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza sulle opportunità del territorio;
formazione di “Antenne” diffuse, ovvero di membri delle Associazioni e delle Contrade e della comunità cittadina in generale per l’intercettazione del bisogno;
attivazione di servizi di prevenzione delle fragilità e delle devianze negli adolescenti;
avvio di percorsi di sostegno per neogenitori;
formazione dei volontari delle associazioni e della comunità educante.
III. Potenziamento dei membri dei nuclei familiari e della comunità educante in risposta ai bisogni;
Le attività di questa azione sono strutturate per fornire una risposta ai nuclei familiari o ai singoli soggetti in stato di fragilità attraverso percorsi di presa in carico e di sostegno psicoeducativo e di risocializzazione. In particolare:
programmazione di interventi personalizzati all’utente;
interventi di empowerment su specifiche fragilità dei nuclei e dei singoli;
interventi per il potenziamento delle capacità genitoriali;
Percorsi di responsabilizzazione dei giovani con condanne penali e inseriti nei meccanismi della giustizia riparativa;
apertura di un centro multiservizi e di socializzazione giovanile;
progettazione di attività per il contrasto alla solitudine e alla povertà relazionale;
Potenziamento delle capacità
digitali degli anziani per migliorare le interazioni tra famiglia e territorio;
Capitalizzazione e rendicontazione dei risultati
In questa fase verranno monitorati i risultati attesi in funzione di una successiva progettazione e riprogettazione per la continuità delle azioni messe in campo.